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Giovanni Pegna – C.N.A. Pegna-Bonmartini

Giovanni Pegna – C.N.A. Pegna-Bonmartini

Nel 1922 il conte Giovanni Bonmartini convinse Pegna a fondare la Pegna-Bonmartini. Lo stesso anno Pegna iniziò a disegnare un velivolo ad uso militare concettualmente avanzato, un caccia di proporzioni compatte.

Logo C.N.A. Pegna-Bonmartini
Logo C.N.A. Pegna-Bonmartini

Progetti Pegna Bonmartini

Velivolo

Anno

Motore/i

Note

Elicottero 1923  ? Con 4 eliche in croce mosse da ingranaggi, mai costruito
Leonardo da Vinci 1923 Fiat A.12 bis Idrovolante biplano commerciale a 16 motori di tipo transatlantico, peso tot. 55 t e 20 t di carico utile
P.B.N. 1922 Hispano Suiza da 300 hp Biplano da bombardamento notturno quadrimotore capace di volare a 8 000 m di quota, acquistato dal Commissariato per l’aeronautica, diventò con la Piaggio il Piaggio P.3 con motori SPA 6A
P.B.N. alta quota 1922 Hispano Suiza da 300 hp Biplano da bombardamento notturno quadrimotore ad alta quota capace di volare a 8 000 m di quota con compressore unico per tutti i motori capace di 240 km/h
Rondine 1923 A.B.C. da 3,1/2 hp Piccolo aeroplano da turismo monoposto, collaudato con successo da Donati, mai prodotto in serie
Rondone 1923 A.B.C. da 3,1/2 hp Come il rondine ma biposto, diventò con la Piaggio il Piaggio P.1
Caccia 1923 Hispano-Suiza HS 42 da 300 hp Parzialmente costruito dalla Pegna-Bonmartini dopo l’acquisizione della Piaggio prese la denominazione di P.2

Pegna Bonmartini “Elicottero”

Progettato nel 1923 e di tipo marino. Aveva quattro eliche in croce, connesse tra loro con trasmissioni e coppie di ingranaggi conici. Le eliche erano a passo comandabile del tipo allora studiato e provato dal prof. ing. Enrico Pistolesi.

Una leva comandava il passo delle eliche, in modo da avere con spostamenti longitudinali, la stabilità longitudinale , e con spostamenti laterali quella trasversale. Un’elica normalmente a passo nullo aveva le pale orientabili mosse dalla pedaliera di direzione.

Le pale delle eliche di sostegno erano ad incidenza invertibile per la discesa a motore spento e per la richiamata d’inerzia all’atto del contatto con l’acqua. Un giunto ad attrito poteva sconnettere il sistema di eliche dal motore o viceversa.

Non fu costruito; avrebbe presentato gli inconvenienti propri delle pale rigide e le eliche erano di diametro eccessivamente piccolo per la discesa senza motore. Pegna si affidava alla altrettanto diffusa tecnica dei rotori ad assi distinti disponendo tuttavia le eliche sostentatrici nello spessore alare per diminuire le resistenze dell’avanzamento.

Progetto Elicottero Pegna-Bonmartini
Progetto Elicottero Pegna-Bonmartini

 

Pegna-Bonmartini "Elicottero"
Pegna-Bonmartini “Elicottero”

 

Pegna Bonmartini P.B.N. (Piaggio P.3)

Il Pegna Bonmartini P.B.N. (Piaggio P.3) era un prototipo di bombardiere notturno costruito dalla Piaggio nel 1923

Progettato da Ing Giovanni Pegna, il P.B.N. (P.3) era un biplano a quattro motori alloggiati in due gondole con ali con campate diverse, l’ala inferiore era maggiore di quella superiore. I suoi quattro motori S.P.A. 6A  da 200 cavalli erano montati in coppia in tandem sull’ala inferiore, delle quattro eliche, due avevano una configurazione trattiva e due in una configurazione propulsiva.

La coda del P.B.N. (P.3) era in configurazione biplano con tre timoni montati tra i due piani.

L’equipaggio di quattro era costituito da un pilota, un co-pilota, un mitragliatore e un mitragliatore posteriore.

Il pilota e il co-pilota si trovavano fianco a fianco in una cabina di pilotaggio appena davanti alle ali, il mitragliatore aveva una mitragliatrice montata in di pilotaggio davanti a loro, e il mitragliatore posizionato a metà della fusoliera in un pozzetto con due mitragliatrici dietro i piloti, e un altro montato in un tunnel ventrale per la difesa contro gli attacchi da sotto.

Pegna-Bonmartini P.B.N. - Piaggio P.3
Pegna-Bonmartini P.B.N. – Piaggio P.3

Il P.B.N. (P.3) ha effettuato il suo primo volo nel 1923. Successivamente vennero installati sull’aereo due motori Fiat A.20V da 410 cavalli, passando dalla configurazione quadrimotore a quella bimotore. Tuttavia, la Regia Aeronautica non effettuò nessun ordine per il P.B.N. (P.3).

Pegna-Bonmartini P.B.N. - Piaggio P.3
Pegna-Bonmartini P.B.N. – Piaggio P.3

 

Il “Rondine”

Nel 1923  la Pegna-Bonmartini, inizio i lavori su un piccolo aereo, monoplano progettato dall’Ing. Pegna, il “Rondine”.

L’aereo aveva un’ala di alto spessore, un motore ABC a due cilindri orizzontali contrapposti volume di 340 cm³, con una potenza di 5,7 hp a 3450 giri / min.

Il “Rondine” era un velivolo sportivo leggero e turistico.

Al momento della sua costituzione fu l’aereo più piccolo del mondo con e di minore potenza. Dal punto di vista strutturale, il “Rondine” era aeromobile piuttosto insolito, non solo struttura dell’ala, ma anche della fusoliera.

Volò per la prima volta l’8 luglio del 1923. Dopo l’acquisizione da parte della Piaggio il “Rondine” prese la denominazione di Piaggio P.1

Pegna "Rondine"
Pegna “Rondine”

 

Pegna-Bonmartini "Rondine"
Pegna-Bonmartini “Rondine”

 

Pegna-Bonmartini "Rondine" in fase di costruzione
Pegna-Bonmartini “Rondine” in fase di costruzione

 

Pegna "Rondine"
Pegna “Rondine”

 

Pegna-Bonmartini "Rondine"
Pegna-Bonmartini “Rondine”

 

Pegna "Rondine"
Pegna “Rondine”

 

Pegna-Bonmartini "Rondine"
Pegna-Bonmartini “Rondine”

 

Pegna "Rondine"
Pegna “Rondine”

 

Pegna-Bonmartini "Rondine"
Pegna-Bonmartini “Rondine”

Il “Rondone”

Contemporaneamente iniziarono i lavori per la versione biposto, “Rondone”. L’aereo prevedeva due posti affiancati e un motore Anzani da 45 hp raffreddato ad aria. Ma il prototipo non venne mai completato.

Pegna-Bonmartini "Rondone"
Pegna-Bonmartini “Rondone”

 

Pegna "Rondone"
Pegna “Rondone”

 

Pegna-Bonmartini "Rondone"
Pegna-Bonmartini “Rondone”

 

Il “Rondine” Tipo 2

Una seconda versione del “Rondine” venne sviluppata nella stesso anno con l’adozione del motore Anzani da 45hp raffreddato ad aria. L’aereo prese la denominazione di “Rondine” Tipo 2.

 

Pegna-Bonmartini "Rondine" Tipo 2
Pegna-Bonmartini “Rondine” Tipo 2

 

Pegna-Bonmartini "Rondine" Tipo 2
Pegna-Bonmartini “Rondine” Tipo 2

 

Caccia (Piaggio P.2)

E per finire il caccia progettato da Giovanni Pegna.

Caccia Pegna (Piaggio P.2)
Caccia Pegna (Piaggio P.2)

Nel 1923 Pegna iniziò a disegnare un velivolo ad uso militare concettualmente avanzato, un caccia di proporzioni compatte e creato attorno al motore Hispano-Suiza HS 42 che già equipaggiava il pari ruolo francese Dewoitine D.1 e noto in Italia per essere stato prodotto su licenza dalla Ansaldo come Ansaldo AC.2.

 

Caccia Pegna (Piaggio P.2)
Caccia Pegna (Piaggio P.2)

Iniziata la costruzione dell’aereo presso le officine della Pegna-Bonmartini, quando il prototipo era già in avanzato stato di costruzione, Rinaldo Piaggio, titolare dell’omonima azienda che fino ad allora si era occupata di arredamenti navali e materiale ferroviario, nel 1923, decise di diversificare ulteriormente le proprie attività cercando di assumere Pegna per sviluppare il settore aeronautico.

A fronte dell’opposizione di Bonmartini a lasciare il socio, Piaggio decise quindi di rilevare interamente l’azienda.

Lo sviluppo

Lo sviluppo del velivolo venne quindi continuato sotto la direzione della Piaggio e si concretizzò nella costruzione di due esemplari, il primo dei quali venne portato in volo per la prima volta lo stesso anno.

Caccia Pegna (Piaggio P.2)
Caccia Pegna (Piaggio P.2)

Quello che sarà poi il Piaggio P.2 fu un aereo da caccia, monoposto, monomotore e monoplano ad ala bassa rimasto allo stadio di prototipo.

Pur caratterizzato da soluzioni per l’epoca tecnologicamente avanzate, il modello non riuscì ad imporsi in prove di volo comparative con i modelli concorrenti, conseguentemente non avviato alla produzione in serie. Costruito in soli due esemplari, questi vennero tuttavia acquistati dalla Regia Aeronautica.

La tecnica

Il P.2 era un velivolo dall’aspetto compatto e filante, inusuale, per l’epoca, e tecnologicamente avanzato; monoposto, monomotore e monoplano ad ala bassa.

Piaggio-Pegna P.2
Piaggio-Pegna P.2

 

La fusoliera, caratterizzata dalla struttura in semi monoscocca, caratterizzata da un unico abitacolo aperto, destinato al pilota, protetto da un parabrezza, e che proseguiva verso la parte posteriore con un’appendice dorsale. Posteriormente terminava in un impennaggio classico monoderiva con piani orizzontali a sbalzo.

La velatura era monoplana, con piano alare montato basso e a sbalzo, soluzione tecnica d’avanguardia per i tempi.

Il carrello d’atterraggio era un classico biciclo fisso, a carreggiata larga e ammortizzato, con ruote indipendenti di grande diametro, integrato posteriormente da un pattino d’appoggio.

Caccia Pegna (Piaggio P.2)
Caccia Pegna (Piaggio P.2)

La propulsione era affidata ad un motore Hispano-Suiza HS 42, un 8 cilindri a V raffreddato ad acqua in grado di erogare una potenza pari a 300 CV, abbinato ad un’elica bipala in legno a passo fisso, collocato sull’estremità anteriore della fusoliera e racchiuso da un cofano metallico. L’impianto di raffreddamento era costituito da due radiatori posti ai lati della fusoliera, soluzione che innalzava la resistenza aerodinamica generale del modello.

Caccia Pegna (Piaggio P.2)
Caccia Pegna (Piaggio P.2)

 

Modellismoitalia

Nato a Catania nel 1964. Appassionato di Modellismo statico in particolare di soggetti italiani. Curo la mia passione dal lontano 1978.

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