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1° Stormo Caccia – La nascita del volo acrobatico collettivo in Italia

1° Stormo Caccia - La nascita del volo acrobatico collettivo in Italia

L’assunzione del comando del 1° Stormo Caccia da parte del Ten. Col. Rino Corso Fougier , il 1° giugno 1928 presso lo storico aeroporto di Campoformido – Udine di fatto viene comunemente considerata la nascita del volo acrobatico collettivo in Italia.

 

Stemma del 1° Stormo Caccia
Stemma del 1° Stormo Caccia

 

Primo atto di quella tradizione di cui oggi è erede il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico “Frecce Tricolori”.

 

Rino Corso Fougier
Rino Corso Fougier

Pioniere e iniziatore del volo collettivo in Italia, Fougier è un valente aviatore. Portatore di un’idea innovativa, per alcuni rivoluzionaria, quale l’importanza dell’acrobazia come parte indispensabile dell’addestramento del pilota militare.

Secondo Fougier, infatti, per conseguire la massima efficacia nell’impiego bellico dell’aeroplano, un pilota militare deve prima acquisire sicurezza, padronanza, sensibilità e coordinazione in qualsiasi assetto di volo. Esattamente ciò che si ottiene attraverso il volo acrobatico.

Ma la neonata Regia Aeronautica fatica ad accettare questa nuova impostazione addestrativa che nei ranghi del 1° Stormo trova invece terreno fertile.

 

Campoformido - 1928 - Linea di volo dei C.R. 1 della 81^ Squadriglia
Campoformido - 1928 - Linea di volo dei C.R. 1 della 81^ Squadriglia

 

La prima pattuglia acrobatica italiana

Rimane memorabile la dimostrazione di acrobazia collettiva fornita nella primavera 1928 da tre piloti del Reparto. I Serg. Magg. Erardo Fruet, Nicolò Lana e Giuseppe Pancera, lanciano i loro biplani Fiat CR.1 in audaci looping in formazione nel cielo di Campoformido, costituendo di fatto la prima Pattuglia Acrobatica Nazionale.

 

Erardo Fruet
Erardo Fruet

 

Nicolò Lana
Nicolò Lana (al centro)

 

Giuseppe Pancera
Giuseppe Pancera

 

La prima pattuglia acrobatica italiana detta "dei pazzi"
La prima pattuglia acrobatica italiana detta "dei pazzi"

 

Fiat C.R.1 - 1° Stormo
Fiat C.R.1 - 1° Stormo

Proprio a Fruet verrà affidato il delicato compito di selezionare, presso la scuola di volo, i giovani piloti, futuri “cacciatori”, da avviare all’addestramento acrobatico. Ma per superare la diffidenza e in qualche caso l’ostilità di chi addita i “Ragazzi di Campoformido” come dei “saltimbanchi del cielo”, Fougier avrà bisogno anche di un’occasione per guadagnare il definitivo sostegno della Forza Armata.

Nel 1929 è l'anno della prima uscita in pubblico della Pattuglia Acrobatica del 1° Stormo, dotato del Fiat Cr1.

 

La prima pattuglia acrobatica italiana in volo su Campoformido
La prima pattuglia acrobatica italiana in volo su Campoformido

 

Fiat C.R.1 del 1 Stormo - Looping
Fiat C.R.1 del 1 Stormo - Looping

 

La visita a Campoformido del Principe Umberto e di Italo Balbo - 22 aprile 1929

L’occasione per Fougier si presenta il 22 aprile del 1929. A Campoformido arrivano il Principe Umberto accompagnato da Italo Balbo,  Sottosegretario all’Aeronautica, per assistere ad una esibizione di una pattuglia del 1° Stormo.

 

Visita a Campoformido del Principe Umberto e di Italo Balbo - 22 aprile 1929
Visita a Campoformido del Principe Umberto e di Italo Balbo - 22 aprile 1929

 

Il Principe Umberto e Italo Balbo in visita a Campoformido - 22 aprile 1929
Il Principe Umberto e Italo Balbo in visita a Campoformido - 22 aprile 1929

 

Decollo dei C.R.1 dell'81^ Squadriglia in esibizione per il Principe Umberto
Decollo dei C.R.1 dell'81^ Squadriglia in esibizione per il Principe Umberto

 

Esibizione dei C.R.1 dell'81^ Squadriglia per il Principe Umberto
Esibizione dei C.R.1 dell'81^ Squadriglia per il Principe Umberto

 

Ma la definitiva conferma arriva nel luglio del 1929. Italo Balbo, pensa ai ragazzi del 1° Stormo per arricchire la manifestazione che l’Aero Club d’Italia sta organizzando per domenica 14 sull’aeroporto del Littorio (Roma) per accogliere i due aviatori statunitensi Roger Williams e Lewis Yancey, protagonisti del primo collegamento aereo tra il Nord America e Roma.

Balbo si attende molto dal 1° Stormo. Un’esibizione acrobatica in piena regola con sei aeroplani (un settimo sarà a terra, come riserva) chiamati ad eseguire un programma che gli uomini di Fougier dovranno mettere a punto e provare in appena ventiquattr’ore!

I trasvolatori atlantici Williams e Yancey a Roma

Domenica 14 luglio 1929 - Aeroporto del Littorio

All’aeroporto del Littorio, durante la manifestazione aerea venne presentato un programma che comprendeva looping, tonneau e imperiali.

I piloti riportarono un'ottima impressione del nuovo caccia Fiat Cr20, preso in prestito dal 7 Gruppo autonomo, l'unico che avesse tale velivolo in dotazione.

Al 1° Stormo si intensificarono gli allenamenti al volo acrobatico collettivo, approfittando anche dell'assegnazione del nuovo velivolo Fiat Cr20.

Si venne cosi formando la cosiddetta "Scuola di Campoformido".

1^ Giornata dell'Ala

Seguirono mesi di intensi allenamenti ed alla 1^ Giornata dell'Ala organizzata l'8 giugno 1930 sull'aeroporto di Roma Littorio, si ebbe l'esplosione della acrobazia collettiva con quella spettacolarità e continuità di figure che le daranno una meritatissima fama e la indicheranno come il centro di ogni manifestazione aerea ben riuscita.

Il tutto fu affidato alla 81^ Squadriglia Caccia in seno al 1° Stormo Caccia, nasceva così la prima Pattuglia Acrobatica Nazionale.

 

Locandina - Giorno dell'Ala - 8 giugno 1930
Locandina - Giorno dell'Ala - 8 giugno 1930

 

Locandina - Giorno dell'Ala - 8 giugno 1930
Locandina - Giorno dell'Ala - 8 giugno 1930

 

Esibizioni sul cielo di Roma durante il Giorno dell'Ala del 1930
Esibizioni sul cielo di Roma durante il Giorno dell'Ala del 1930

 

La "Giornata dell'Ala" del 1930 a Roma

Il Giorno dell'ala all'aeroporto del Littorio di Roma

Gli Aerei

Gli Aerei

Gli aerei in uso all’inizio dell’esperienza dell’acrobazia presso il 1 Stormo erano il Fiat C.R.1 e il Fiat C.R.20. Di quest’ultimo parleremo in un articolo successivo. Ora concentriamoci su l’aereo in cui è nata l’acrobazia collettiva italiana.

Fiat C.R.1

Fiat C.R.1
Prototipo del Fiat C.R.1

Il Fiat C.R.1 era un biplano da caccia prodotto dall'azienda italiana Fiat Aviazione intorno alla metà degli anni venti.

Caratterizzato dalla configurazione alare sesquiplana invertita, venne impiegato dalla Regia Aeronautica e dalla lettone Latvijas Gaisa spēki.

 

Sviluppo

Progettato dall'ingegnere reatino Celestino Rosatelli, al fine di sostituire nei reparti della Regia Aeronautica il Nieuport 29, venne realizzato inizialmente in due prototipi, denominati semplicemente FIAT C.R. ed immatricolati rispettivamente MM.1 ed MM.2, che differivano fra loro per la forma della cappottatura del motore e del timone.

Portato in volo nel 1923, il C.R. si dimostrò più veloce e maneggevole rispetto al concorrente SIAI S.52 nei confronti del quale, tuttavia, risultò più lento nella salita in quota. Al termine delle prove il biplano della FIAT venne prescelto per la produzione in serie, con la denominazione definitiva di C.R.1.

In un secondo tempo furono portati in volo alcuni esemplari modificati rispetto all'originale nell'impianto propulsivo, denominati rispettivamente C.R.2, C.R.5 e C.R.10, ma senza alcun seguito produttivo.

 

Dati e Caratteristiche

Caratteristiche generali

Equipaggio: 1

Progettista: Celestino Rosatelli

Data del primo volo: 1923

Data di entrata in servizio: 1925

Esemplari: 250 circa

Varianti:

  • C.R.2 - un solo esemplare, modificato con l'installazione di un motore radiale Armstrong Siddeley Lynx
  • C.R.5 - un solo esemplare, equipaggiato con il radiale Alfa Romeo Jupiter
  • C.R.10 - un solo esemplare, dotato di motore V-12 Fiat A.20, in capo al quale viene citato anche un fallimentare tentativo di trasformazione in idrovolante

 

Dimensioni e pesi

Lunghezza: 6,24 m

Apertura alare: 9,95 m

Altezza: 2,40 m

Superficie alare: 23 m2

Carico alare: 48,43 Kg/m2

Peso a vuoto: 840 Kg

Peso massimo al decollo: 1.150 Kg

Capacità di Carico: 315 Kg

 

Propulsione

Motore: 1 × un Hispano-Suiza Type 42 8 cilindri a V, raffreddato a liquido

Potenza: 304 CV (224 kW)

 

Prestazioni

Velocità massima: 260 Km/h

Velocità di salita:

  • a 1.000 m in 2’5’’
  • a 2.000 m in 4’15’’
  • a 3.000 m in 7’30’’

Autonomia: 650 Km

Tangenza: 7.500 m

 

Descrizione tecnica

Realizzato in struttura mista, per quanto fosse prevalente l'uso del legno, il C.R.1 presentava fusoliera di sezione rettangolare con il singolo abitacolo posizionato in corrispondenza del bordo d'uscita alare e completamente scoperto.

Le ali

Le ali caratterizzavano il velivolo, in ragione della configurazione sesquiplana di tipo invertito: il piano alare superiore era, cioè, più corto di quello inferiore. Le due ali erano tra loro collegate da un sistema di montanti secondo lo schema della trave di Warren. Le semiali superiori poggiavano sulla carlinga e nella zona centrale si congiungevano mediante un piccolo serbatoio di carburante; le semiali inferiori si collegavano direttamente ai longheroni della parte inferiore della fusoliera e presentavano un leggero angolo diedro positivo. I due piani alari erano tra loro sfalsati a formare un angolo di 15°, con quello superiore disposto in posizione più avanzata. Gli alettoni erano disposti solo nel piano alare inferiore. Gli impennaggi erano di tipo classico, con equilibratori monoplani disposti alla base della deriva, controventati inferiormente.

Il carrello

Il carrello d'atterraggio era di tipo classico, con due elementi monoruota tra loro collegati da un assale rigido, congiunti alla fusoliera da una struttura ad "M", in tubi metallici.

Il motore

Il motore installato all'origine era un Hispano Suiza Type 42, motore otto cilindri a V raffreddato a liquido, in grado di sviluppare la potenza di 300 hp (corrispondenti a poco più di 304 CV). Nel corso della loro vita operativa alcuni esemplari vennero rimotorizzati con l'impiego del più potente V 12 Isotta Fraschini Asso Caccia, facendo registrare un considerevole incremento delle prestazioni.

 

Motore Isotta Fraschini Asso Caccia - 500 HP
Motore Isotta Fraschini Asso Caccia - 500 HP

 

Altri prototipi vennero dotati di ulteriori tipi di propulsore ma, come già accennato, non ebbero alcun seguito nella produzione di serie.

L'armamento fisso era costituito da due mitragliatrici disposte al di sopra del motore e sparanti attraverso il disco dell'elica.

 

Profili Fiat C.R.1
Profili Fiat C.R.1

 

Progetto Fiat C.R.1
Progetto Fiat C.R.1

 

Impiego operativo

Il 5 maggio del 1925 Mario de Bernardi, alla guida di un C.R.1, ottenne il record mondiale di velocità sulla distanza di 500 km, volando alla media di 254 Km/h.

L'entrata in servizio del C.R.1 risale alla fine dello stesso anno quando la Regia Aeronautica assegnò il biplano della Fiat al 1° ed al 2º Stormo in sostituzione dei Nieuport 29, degli SPAD S.XIII e degli Ansaldo AC.2 che fino ad allora equipaggiavano tali reparti.

Gli anni '30

Nel corso degli anni trenta, come detto, alcuni esemplari del caccia di Rosatelli vennero modificati mediante l'installazione del motore Isotta Fraschini Asso Caccia: questi velivoli andarono in dotazione alla 163a Squadriglia (basata a Rodi) per essere ritirati dal servizio solo nel corso del 1937.

La Regia Aeronautica ricevette complessivamente 240 esemplari del C.R.1 di cui 40 furono costruiti negli impianti delle Officine Ferroviarie Meridionali di Napoli (in seguito divenuta Industrie Meccaniche Aeronautiche Meridionali S.p.A.) e 100 presso quelle della SIAI-Marchetti.

Le esportazioni

Il C.R.1 attirò l'attenzione anche al di fuori dei confini nazionali: un esemplare venne acquistato dalla belga Aviation militaire ed un altro dalla polacca Siły Powietrzne, senza che seguissero altri ordinativi. L'unico paese ad acquistare (in nove esemplari) il velivolo fu la Lettonia: la Latvijas Gaisa spēki li mise in dotazione al reparto navale da caccia, di stanza sulla base di Liepāja, dove operarono fino al 1936.

 

Fiat C.R.1 - 1926
Fiat C.R.1 - 1926

 

Sequiplano Fiat_CR.1_2
Sequiplano Fiat_CR.1_2

 

Fiat C.R.1
Profilo - Fiat C.R.1

 

Fiat C.R.1
Fiat C.R.1

 

Profilo - Fiat C.R.1
Profilo - Fiat C.R.1

 

Il modello

In commercio sono presenti due Kits. Uno della Blue Rider, vacuform 1:72 cod. BR-104

 

Fiat C.R.1 - Blue Rider - 1-72 - BR-104
Fiat C.R.1 - Blue Rider - 1-72 - BR-104

 

Bellissimo kit con modanature ben dettagliate. La qualità delle parti vacuform sono migliori di molti kit stampati ad iniezione. Interni completi e ben dettagliati, due grandi otturatori in ottone, elica in metallo e ruote solide

Ha un foglio di decalcomanie molto vasto e colorato per la 77^ Squadriglia 1925, la Squadriglia 96^ Squadriglia 1920, la Squadriglia 88 1927 e del 2 Stormo 1926 e della Lavtian Air Force CR-1, numero di serie 94.

 

Il secondo della Vami Models, in resina, scala 1:72

 

Vami Models
Vami Models

 

Di seguito alcune realizzazioni:

La prima di Tom Dynia su kit Blue Rider

 

Fiat C.R.1 - Tom Dynia - Blue Rider
Fiat C.R.1 - Tom Dynia - Blue Rider

 

La seconda dal sito Torem Modellismo da una conversione di un kit Fiat CR.20 1:72 della Choroszy Modelbud

 

Fiat CR.1 - Conversione di un kit Fiat CR.20 1:72 della Choroszy Modelbud
Vista superiore - Fiat CR.1 - Conversione di un kit Fiat CR.20 1:72 della Choroszy Modelbud

 

Fiat CR.1 - Conversione di un kit Fiat CR.20 1:72 della Choroszy Modelbud
Fiat CR.1 - Conversione di un kit Fiat CR.20 1:72 della Choroszy Modelbud

 

Vista laterale - Fiat CR.1 - Conversione di un kit Fiat CR.20 1:72 della Choroszy Modelbud
Vista laterale - Fiat CR.1 - Conversione di un kit Fiat CR.20 1:72 della Choroszy Modelbud

 

Fiat CR.1 - Conversione di un kit Fiat CR.20 1:72 della Choroszy Modelbud
Fiat CR.1 - Conversione di un kit Fiat CR.20 1:72 della Choroszy Modelbud

 

Vista del sesquiplano - Fiat CR.1 - Conversione di un kit Fiat CR.20 1:72 della Choroszy Modelbud
Vista del sesquiplano - Fiat CR.1 - Conversione di un kit Fiat CR.20 1:72 della Choroszy Modelbud

 

Foto

Fiat C.R.1
Fiat C.R.1

 

Il sequiplano Fiat C.R.1
Il sequiplano Fiat C.R.1

 

Vista anteriore - Fiat C.R.1
Vista anteriore - Fiat C.R.1

 

Fiat C.R.1
Fiat C.R.1

 

Il sesquiplano - Fiat C.R.1
Il sesquiplano - Fiat C.R.1

Modellismoitalia

Nato a Catania nel 1964. Appassionato di Modellismo statico in particolare di soggetti italiani. Curo la mia passione dal lontano 1978.

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