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Le Origini

Le Origini – Dalla Brigata Specialisti del Genio al Corpo Aeronautico Militare

Emblema distintivo del Corpo Aeronautico Militare 1913-1915
Emblema distintivo del Corpo Aeronautico Militare dal 1913 al 1915. – F l a n k e r – Baldassare Catalanotto, Hugo Pratt, In un cielo lontano: 70 anni di aeronautica militare. Lizard editore, 1993.

 

Le origini – Il Servizio Aeronautico

Le origini del aviazione in Italia risalgono al 1884 con l’istituzione del Servizio Aeronautico del Regio Esercito, su iniziativa del Tenente del Genio Alessandro Pecori Giraldi.

Il Ministero della Guerra, autorizzava la costituzione di un Servizio Aeronautico presso il distaccamento di Roma della Brigata Mista del 3º Reggimento genio di Firenze ed il reparto si sarebbe occupato degli aerostati da ricognizione.

Nel gennaio 1885 il Servizio Aeronautico fu denominato Sezione Aerostatica destinata, tra l’altro, all’uso dei due palloni frenati in dotazione: il Torricelli e l’Africo.

Nel 1887, sempre in seno al 3º Reggimento del Genio, una Compagnia Specialisti del Genio. Il primo impegno bellico avvenne in Eritrea nel 1887-1888. Si impiegarono tre palloni per la ricognizione delle posizioni avversarie, ma non parteciparono ad alcuna azione bellica.

Il primo pallone libero fu costruito dal capitano Maurizio Mario Moris, sui piani di costruzione del tenente Cesare Dal Fabbro. il suo primo volo salendo dai Prati di Castello, a Roma, l’11 giugno 1894.

Nel 1894 la Compagnia Specialisti fu trasformata in Brigata Specialisti del Genio

Le origini – Il primo dirigibile

Il primo dirigibile italiano fu il Crocco-Ricaldoni nº 1 è volò il 3 ottobre del 1908.

Dirigibile N. 1 bis Crocco-Ricaldoni - 1909
Dirigibile N. 1 bis Crocco-Ricaldoni – 1909

Le origini – Wilbur Wright in Italia

Nel 1909 nacque il Circolo Aviatori, presieduto dall’attivissimo maggiore Moris.

Il maggiore riuscì a portare in Italia Wilbur Wright con uno dei suoi biplani: tra il 15 ed il 26 aprile 1909 compì sul prato di quello che diventerà l’aeroporto di Centocelle, istruendo il tenente di vascello Mario Calderara che divenne quindi il primo pilota con brevetto in Italia.

L’aereo un Wright Model A restò in Italia, successivamente Calderara addestrò il tenente del Genio Umberto Savoja, cosicché, Centocelle divenne la prima scuola di volo militare, nel gennaio del 1910.

Wright Model A - Centocelle - 1909
Wilbur Wright esegue con il suo biplano dimostrazioni di volo ed impartisce le prime lezioni al tenente di vascello Mario Calderara, primo pilota italiano.

 

Wilbur Wright - Centocelle - 26 aprile 1909
Wilbur Wright – Centocelle – 26 aprile 1909

Nello stesso anno, la scuola venne trasferita al Aviano e se ne aprì una nuova a Cascina Malpensa e Brigata Specialisti si trasformò in Battaglione autonomo, il 28 ottobre fu costituita la Sezione Aviazione.

La prima occasione per sperimentare il nuovo mezzo aeronautico si presentò durante le manovre estive del Regio Esercito in Piemonte del 1911. Il Battaglione Specialisti mise a disposizione otto aeroplani, due dirigibili e due aerostati.

Le origini – La guerra di Libia

Il 29 settembre del 1911 l’Italia dichiarava guerra all’Impero ottomano e venne mobilitato anche il Battaglione Specialisti.

Il 2 ottobre vi fu il primo sbarco di fanti di marina sotto la copertura della flotta schierata davanti a Tripoli. Il 15 ottobre arrivò anche l’aeronautica, formata da nove aeroplani, due Blériot XI, tre Nieuport IV G, due Etrich Taube e due biplani Farman, 11 piloti (tra cui il capitano Cesare Suglia, che diverrà famoso per il primato di raid aereo più lungo della storia) e 30 uomini di truppa comandati da un tenente ed un sergente.

Blériot XI - Gaspare Bolla
Il Blériot XI del pioniere dell’aviazione italiana Gaspare Bolla.

Il loro compito era di compiere ricognizioni in territorio nemico per scoprire entità e spostamenti delle forze nemiche. La prima missione venne compiuta dal comandante della spedizione, capitano Carlo Maria Piazza, il 23 ottobre con un Blériot, la seconda dal capitano Riccardo Moizo, lo stesso giorno con un Nieuport. Lo stesso capitano Moizo riportò, due giorni dopo, le ali forate da tre fucilate, fu la prima azione di fuoco contro un aeroplano.

Le Origini – Le prime volte in guerra

Il sottotenente Gavotti, il 1º novembre 1911, gettò a mano tre granate Cipelli da due chili su Ain Zara e una sull’Oasi di Tripoli stessa.

Gli italiani eseguirono per primi al mondo tutte le tipologie di azioni militari poi divenute tipiche dell’impiego bellico aeronautico, come la ricognizione ed il bombardamento, tranne quella della caccia, dato che l’avversario non disponeva a sua volta di un’aviazione.

Anche in Cirenaica agivano squadriglie dell’aeronautica. Vicino a Bengasi il 15 dicembre del 1911 il sottotenente di vascello Francesco Roberti fu attaccato per la prima volta dall’artiglieria.

Il capitano Piazza, il 23 febbraio del 1912 compì la prima fotoricognizione con una macchina fotografica Zeiss “Bebè” del Genio.

Il primo ferito in azione fu l’onorevole Carlo Montù, comandante della squadriglia volontari civili, colpito ad una gamba mentre volava come osservatore in Cirenaica.

Dato che il terreno melmoso impediva di manovrare gli apparecchi a terra alla squadriglia di Bengasi, nella zona di Sabri, venne costruita una piattaforma in legno lunga 100 m e larga 12, probabilmente la prima pista artificiale al mondo.

Il 2 maggio venne eseguita la prima ricognizione notturna e l’11 giugno il primo bombardamento notturno.

L’Italia pianse anche il primo pilota caduto in battaglia, il sottotenente di cavalleria Piero Manzini partito da Tripoli per una ricognizione fotografica il 25 agosto 1912.

Il capitano Moizo divenne il primo aviatore prigioniero di guerra, a causa di un’avaria al motore che, il 10 settembre lo costrinse ad un atterraggio in zona nemica.

 

Blériot XI - Libia 1911
Blériot XI – Libia 1911 – Capitano Piazza

 

Farman III - Libia 1911
Farman III – Libia 1911 – Tenente Silvio Gavotti – pilota bombardiere

 

Etrich Taube - Libia 1911
Etrich Taube – Libia 1911

 

 

Nieuport Macchi IV M - Libia 1911
Nieuport Macchi IV M – Libia 1911

 

Le origini – Il Servizio Aeronautico

Il 27 giugno 1912 fu istituito il Servizio Aeronautico presso la Direzione Generale del Genio e d’Artiglieria.

Anche la Regia Marina volle creare una sua sezione aeronautica, a Venezia e composta di idrovolanti, nell’ottobre del 1912. E nel maggio del 1913 costituì presso il Primo Reparto dello Stato Maggiore una Sezione Aeronautica della Marina, che nel 1914 divenne il Quinto Reparto.

I primi apparecchi furono i Borel ed i Farman francesi, mentre i piloti erano stati addestrati in Francia a Juan-les-Pins. Il 1º febbraio 1913 si istituì a Venezia una scuola di volo, dove si svolgeva anche attività di ricerca e realizzazione di nuove macchine.

 

Idrovolante Borel
Idrovolante Borel – Venezia – 1913 – Da Eroi e Pionieri dell’Ala – Giovanni Giorgetti

Presto le unità della flotta vennero dotate di idrovolanti che calavano in mare utilizzandoli per l’esplorazione. La prima corazzata ad adottare il nuovo mezzo fu la Dante Alighieri attrezzata con i Curtiss.

Idrovolante Paulhan-Curtiss - Venezia -1913
Idrovolante Paulhan-Curtiss – Venezia -1913 – Da Eroi e Pionieri dell’Ala – Giovanni Giorgetti

Le origini – Il Corpo Aeronautico militare

Intanto l’aeronautica era divenuta un “Corpo Aeronautico” autonomo il 18 giugno 1913.

A fine del 1913 contava tre gruppi che comprendevano 14 squadriglie dislocate in massima parte nell’Italia settentrionale, due a Roma ed una a Tripoli.

Ma si era lontani dagli obiettivi prefissati a causa soprattutto dei ritardi nelle consegne industriali e del fatto che alcuni tipi di aeroplano non rispondevano alle aspettative.

I velivoli erano Blériot, Nieuport e biplani Farman.

Il Regio decreto 7 gennaio 1915, poi convertito in legge nel 1917, istituì il “Corpo Aeronautico militare“, dipendente dal Ministero della guerra.

Le origini – I primi aerei italiani

Tra il 1909 e il 1913 molti prototipi vennero progettati e costruiti a Centocelle tra cui il monoplano della ditta Caselli i monoplani Castellani- Bernasconi,  biplano Marchetti Chimera.

Nello stesso periodo venivano portati in volo:

il Caproni CA.1 nel 1910 e i successivi CA.2, CA.3, CA.4, CA.5, CA.6 e CA.8;

il Triplano Faccioli 1 nel 1909;

il Faccioli 2 del 1909 e il Faccioli 3 del 1910;

il biplano Augusta Ag-1 nel 1910;

il biplano Cobianchi del 1909;

l’Elicoplano Moncher del 1909;

l’Aerocurvo di Franz Miller del 1909;

i monoplani  Chiribiri del 1912;

il monoplano Gabardini del 1913;

il Calderara Goupy I del 1909;

l’Avis 4 Cavaglia del 1910; l’Avis 5 Serra Zanetti nel 1910;

il SIA Luzzato del 1913;

il biplano Filiasi del 1910; 

il monoplano Miller del 1910; 

l’Idrovolante Calderara del 1911; 

i Caproni Ca.18, Ca.20 e il Ca.25 Parasol del 1912.

Vai alla lista complete degli aerei dal 1905 a 1915

 

Il biplano AG-1
Il biplano AG-1, progettato e costruito da Giovanni Agusta, nella piazza d’Armi di Capri nel giorno del primo volo. 1910, Archivio storico Museo Agusta

 

Monoplano Antoni 1912
Monoplano Antoni 1912

 

Monoplano Antoni 1913
Monoplano Antoni – 1913

 

Biplano Chimera di A. Marchetti
Biplano Chimera di A. Marchetti -1910

 

Caproni Ca.1
Caproni C.1 – 1910

 

Biplano Cobianchi
Biplano Cobianchi – 1909

 

Triplano Faccioli - 1909
Triplano Faccioli – 13 gennaio 1909 – Venaria Reale (TO)

 

Aerocurvo Ponzelli-Miller - 1909
Aerocurvo Ponzelli-Miller – 1909 – Quelle strane macchine volanti – Giorgio Evangelisti – Editoriale Olimpia – Firenze 2002

 

Monoplano Chiribiri 2
Monoplano Chiribiri 2 – 1912

 

Monoplano Gabardini
Monoplano Gabardini con motore Gnome da 80 CV di costruzione italiana.

 

Calderara Goupy I - 1909
Calderara Goupy I – 1909

 

Avis 4 Cavaglia 1910
Avis 4 Cavaglia – 1910

 

Avis 5 Serra Zanetti
Avis 5 Serra Zanetti – 1910

 

SIA Luzzato
SIA Luzzato – 1913

 

Biplano Filiasi
Biplano Filiasi – 1910

 

Caproni CA.8
Caproni CA.8 – 1911

 

Monoplano Miller
Monoplano Miller – 1910

 

 

Caproni Ca.18
Caproni Ca.18 – 1912

 

Caproni Ca.20
Caproni Ca.20 – 1912

 

Caproni Ca 25 Parasol
Caproni Ca.25 Parasol – 1912
Idrovolante Calderara
Idrovolante Calderara – 1911

Le origini – I primi aerei di fabbricazione straniera, o fabbricati in Italia su licenza

Arrivarono in Italia anche diversi aerei di fabbricazione straniera, o fabbricati in Italia su licenza, su quali ad esempio l’Henry Farman, l’AVIS-Voisin, il biplano Curtiss e i Blériot XI e XII, il Breguet U2, l’Idrovolante Deperdussin del 1913 e il Maurice Farman F5B del 1914.

 

Henry Farman
Henry Farman – 1909

 

AVIS-Voisin
AVIS-Voisin – 1909

 

Biplano Curtiss
Biplano Curtiss – 1909

 

Bleriot XI
Blériot XI – 1909

 

Blériot XII
Blériot XII – 1909

 

Breguet U2
Breguet U2 – 1911

 

Idrovolante Deperdussin Monocoque
Idrovolante Deperdussin Monocoque – 1913

 

Maurice Farman F5B
Maurice Farman F5B – 1914
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